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Parole, parole, parole: un evento per comunicare

da | Apr 20, 2020 | Azienda, Eventi | 0 commenti

Un evento è un’opportunità, non facciamolo diventare un memorabile inno alla noia

Tutti parlano dell’importanza della comunicazione nello svolgimento di un evento, ma pochi spiegano come realizzare una buona comunicazione: efficace, efficiente, convincente e non parolaia. Che si tratti di un evento privato o aziendale, qualunque evento comprende momenti esplicativi, presentazioni, esibizioni. Momenti nei quali è necessario:

  • illustrare traguardi raggiunti
  • riconoscere e premiare competenze
  • spiegare ed entusiasmare verso novità

Ed è auspicabile farlo in modo chiaro, senza troppe ripetizioni e senza annoiare!

Se ci ‘perdiamo’ la platea faticheremo a riconquistarla…

Obiettivo

Perché abbiamo convocato amici, parenti, collaboratori, clienti, fornitori, partner, associati? Qual è lo scopo e perché lo stiamo progettando in un certo modo, in una certa location

Oggetto

Cosa vogliamo comunicare? Scriviamo fisicamente ciò che vogliamo dire: in modo dettagliato. Poi scremeremo, sintetizzeremo i punti salenti:

  • per non ripeterci
  • per non dimenticare qualcosa

Struttura

I latini dicevano rem tene, verba sequentur. Insomma, prima abbia chiaro cosa vuoi dire e le parole ti verranno. Massima sempre valida, cui deve seguire una:

  • scaletta chiara di ciò che vale la pena realmente dire
  • sequenza dei contenuti che vogliamo comunicare
  • eliminazione di ripetizioni e informazioni inutili o fuorvianti

Pensiamoci bene: non tutto va detto nello stesso contesto e tutto insieme, possiamo confondere le idee a chi ci ascolta inondandolo di parole inutili o poco comprensibili.

Uditorio

Ecco un punto cruciale: bisogna sempre, ma proprio sempre, avere chiaro a chi si sta parlando! Esercitiamoci nel quotidiano e sapremo farlo in occasioni speciali. Non si può usare lo stesso registro, gli stessi termini e le stesse costruzioni retoriche con dipendenti, clienti, soci, collaboratori, bambini, ragazzi, adulti. Una frase o un discorso che può convincere o entusiasmare un gruppo, può invece risultare poco comprensibile o offensivo per un altro gruppo di uditori.

Coinvolgimento ed Entusiasmo

Chi parla, in qualunque contesto, è convincente se è convinto. Banale ma inequivocabile e ineluttabile. Chi realmente attira e mantiene la nostra attenzione?

  • Chi è competente e ci fornisce informazioni nuove e utili
  • Chi parla con il tono giusto a seconda di ciò che comunica, se necessario cambiando tono durante una lunga comunicazione
  • Chi sa coinvolgere l’ascoltatore facendolo sentire parte attiva della comunicazione che si sta facendo e trasmettendo il proprio entusiasmo – attenzione, non si tratta di ‘fare cabaret’ se non è il momento opportuno…!

Doti e competenze

Lasciamoci aiutare. È importante individuare all’interno del gruppo o dello staff aziendale la persona o le persone che, magari a mo’ di staffetta, sono in grado di fare la più efficace e meno noiosa delle comunicazioni.

Ma se non troviamo all’interno, affidiamoci a testimonial o professionisti. Non vediamola mai come una sconfitta: doti e competenze oratorie possono essere innate, ma, più spesso, vengono affinate con studio e molta pratica. A ognuno, insomma, il proprio mestiere.

Armando De Nigris

Visionario, Imprenditore, autore best seller, Master in PNL. Appassionato di Ipnosi Eriksoniana, Neuroscienza e di Comunicazione persuasiva.

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